
Nel corso della prima metà di febbraio ci sono state due giornate - il 7 e l’11 febbraio, rispettivamente il giorno del Nodo blu contro il bullismo e il Safer internet day – che ci hanno invitato a riflettere, insieme ai nostri alunni e alle nostre alunne, sull’uso consapevole delle tecnologie, in particolar modo sul nostro rapporto sempre più stretto, ma non sempre corretto, con gli smartphone. Le tecnologie sono una presenza ormai ordinaria e indispensabile nelle nostre vite, dunque, crediamo che non vadano demonizzate, ma piuttosto insegnate e accompagnate nel loro uso e nelle loro applicazioni, perché è pur vero che la facilità con cui aprono la porta del mondo virtuale ci induce – ahinoi – a ricorrere sempre più al linguaggio (delle parole e delle immagini) offensivo, aggressivo, volgare, che degrada sia chi scrive sia chi legge.
Per questo motivo abbiamo proposto ai ragazzi e alle ragazze delle attività didattiche che li rendessero consapevoli del buon uso che si può fare dello smartphone per condividere parole e immagini piene di emozioni, sentimenti, piccole gioie.
Le classi prime hanno lavorato a partire dal testo di una poesia di G. Quarenghi, Voglio bene a te: dopo una lettura attenta e l’analisi minuziosa del linguaggio poetico, i ragazzi e le ragazze si sono confrontati sull’effetto emozionale che il testo ha avuto su ognuno di loro. A questo punto è stato chiesto loro di “imitare” il testo per dedicarlo, come fosse un messagggio di whatsapp, a una persona a cui si aveva voglia di dire “ti voglio bene”.
Agli alunni e alle alunne delle classi seconde è stato proposto di usare il cellulare per fotografare qualcosa di “bello” della loro vita quotidiana, non cose straordinarie, ma piccole cose ordinarie che regalano gioia e bellezza, accompagnando le foto con pochi versi ad esse ispirate.
E così abbiamo scoperto quante cose è in grado di farci fare la poesia! Ci siamo applicati a scegliere le parole più adatte a ciò che volevamo esprimere, ci siamo accostati alle caratteristiche del testo poetico, abbiamo ragionato sui conceti di consapevolezza e responsabilità, abbiamo permesso ai ragazzi e alle ragazze di esprimere – guidati dalla Poesia – sentimenti che forse in altro modo non sarebbero usciti fuori. Lo stesso valga per le fotografie scattate con consapevolezza e con il gusto di cercare ciò che è bello, ciò che ci fa stare bene, accompagnate dalle parole delle emozioni.
Siccome ci sembra che non sia cosa di poco conto, vogliamo condividere il risultato con tutta la comunità scolastica.














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